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Relazione Giustizia 2016: Risultati grazie a mediazione e ADR

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Nella giornata del 18 gennaio, il Guardasigilli Orlando ha svolto al Senato l’annuale comunicazione sullo stato dell’amministrazione della Giustizia, riferita all’anno 2016, elencando le misure e i provvedimenti, già avviati o in procinto di esserlo, di tipo sia organizzativo che strutturale, finalizzati a migliorarne l’efficienza generale.

Nello svolgimento della relazione il Ministro Orlando si è soffermato sulle criticità del sistema giurisdizionale, sulle misure adottate dal Governo e sui risultati conseguiti.

Con riferimento alla Giustizia Civile il Guardasigilli ha sottolineato che l’Italia registra ancora un numero di cause troppo elevato; il sistema giudiziario ha però registrato progressi grazie agli strumenti di risoluzione alternativa delle controversie, incentivati dal Governo, all’introduzione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, alla depenalizzazione, o la derubricazione a illeciti, di talune fattispecie criminose. La relazione del Ministro ha sottolineato come “l’introduzione di alcuni meccanismi deflattivi finalizzati alla riduzione dei flussi in entrata e, quindi, ad uno smaltimento più agevole del carico di lavoro degli uffici giudiziari, nella prospettiva di una rilevante degiurisdizionalizzazione, con l’avvio di forme alternative di risoluzione delle controversie” quali mediazione, arbitrato e negoziazione assistita, abbiano prodotto significativi effetti in termini di contenimento e riduzione del pesante arretrato che ancora grava su molti uffici giudiziari.

In particolare, la relazione evidenzia il trend decrescente della quantità di fascicoli pendenti dinanzi agli organi giudiziari nazionali, passati da circa 4M al 30.06.2015 a 3.8M al 30.06.2016 (calo di circa il 5% del contenzioso pendente complessivamente). Infatti, le iscrizioni annuali risultano pari a 3.472.590 e le definizioni pari a 3.760.965, dato significativo, che conferma la produttività dei magistrati italiani che smaltiscono un numero di procedure maggiore di quelle iscritte. In miglioramento anche la durata media delle cause civili contenziose, scesa sotto il tetto dei 1000 giorni nel 2016 (375 giorni la durata media di un procedimento in primo grado).

Per favorire l’opzione per una risoluzione stragiudiziale della controversia, con il decreto legge n. 83 del 27 giugno 2015, convertito nella legge n. 132 del 6 agosto 2015, sono stati previsti meccanismi di incentivazione fiscale della negoziazione assistita e dell’arbitrato, attraverso l’adozione del modello del credito di imposta già previsto per la mediazione dal decreto legislativo n.28/2010, meccanismi agevolativi che, con la legge di stabilità 2016 sono stati resi permanenti a partire dall’anno 2016.

Il Ministro rileva come, nei confronti degli strumenti stragiudiziali di risoluzione delle controversie, esista purtroppo ancora una certa diffidenza in alcune realtà del Paese, diffidenza che va superata con un progressivo sviluppo della cultura della conciliazione. In quest’ottica, al fine di armonizzare e razionalizzare il quadro normativo in materia e di elaborare un’ipotesi di riforma che sviluppi gli strumenti di degiurisdizionalizzazione, con particolare riguardo alla mediazione, alla negoziazione assistita e all’arbitrato e di trovare strumenti per incentivare e costruire un sistema di maggiori convenienze all’utilizzo delle forme stragiudiziali di risoluzione delle controversie, è stata istituita presso il Ministero della Giustizia una apposita Commissione di studio ministeriale per l’elaborazione di una riforma organica degli strumenti stragiudiziali di risoluzione delle controversie, presieduta dall’avvocato Guido Alpa, di cui a breve sono attesi gli esiti.

Con riferimento agli altri ambiti della giustizia, la prima criticità rilevata dalla relazione è l’impatto della globalizzazione sugli ordinamenti nazionali e la crescita di fenomeni quali il terrorismo, il traffico di stupefacenti e di armi, la tratta di esseri umani, che richiedono una maggiore cooperazione a livello internazionale e, in modo particolare, a livello europeo. Da questo punto di vista, il Governo italiano ha sempre sostenuto il progetto di istituzione di una Procura europea indipendente e, nell’ambito del negoziato sulla nuova direttiva antiterrorismo, il potenziamento dello scambio di informazioni con Eurojust e Europol.  Il Governo ha provveduto inoltre ad affrontare le carenze di personale amministrativo e le scoperture degli organici magistratuali, avviando una politica di assunzioni, di riqualificazione e di valorizzazione del personale. Il Ministro ha poi richiamato il processo civile telematico, quale tappa fondamentale del miglioramento del sistema giustizia, la digitalizzazione, la sicurezza informatica, la riforma della magistratura onoraria, la revisione delle piante organiche degli uffici di primo grado, la riforma dell’agenzia dei beni confiscati, l’avvio di un portale delle vendite per il contrasto all’illegalità e alla corruzione. Ha poi auspicato la rapida approvazione di provvedimenti attualmente all’esame del Parlamento quali il ddl delega sulla crisi d’impresa, la riforma del processo civile e penale, che contiene un intervento equilibrato sulla prescrizione. Sul versante dell’emergenza carceraria, i detenuti sono diminuiti di oltre 10.000 unità in tre anni grazie al potenziamento delle misure alternative al carcere. Il Ministro ha, infine, richiamato i progressi intervenuti sul piano della tutela dei diritti (legge sulle unioni civili, assistenza ai disabili, legge sul caporalato, risarcimento delle vittime dei reati, nuova normativa sul negazionismo) e ha auspicato l’approvazione del ddl in tema di accoglienza e diritto d’asilo, che supera il reato di immigrazione clandestina, e del ddl che introduce il reato di tortura.