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Assemblea ANIA 2016. Presidente Farina “Importantissima la formazione”

IMG_1459Si è svolta oggi, 5 luglio 2016, l’Assemblea generale di ANIA, con una formula e un’impostazione totalmente rinnovate rispetto alle precedenti edizioni. Artefice del nuovo corso il nuovo Presidente, la dott.ssa Maria Bianca Farina, unica Relatrice dell’evento, che ha ribadito con forza l’apertura dell’Associazione delle Imprese Assicuratrici ad un’azione sinergica con le altre forze politiche, economiche e sociali del paese al fine di operare congiuntamente nell’interesse della crescita e dello sviluppo nel contesto europeo.

La Presidente, prima di passare la parola al dibattito coordinato da Enrico Mentana, alla presenza del Ministro dell’Economia Padoan e del Ministro dello Sviluppo Economico Calenda, oltre che del Presidente IVASS Salvatore Rossi, ha analizzato il contesto competitivo in cui operano le Compagnie assicurative, a partire dalla crisi e dai recenti segnali di ripresa, fino alle nuove frontiere della sfide tecnologiche e sociali che il mondo assicurativo deve saper affrontare.

Il rapporto con i Clienti sta cambiando, i bisogni dei consumatori cambiano, nuovi rischi emergono e dunque nuove esigenze di protezione si manifestano. L’aumento dell’età media della popolazione – 2/3 della popolazione nel 2060 avrà più di 65 anni – la tutela della salute degli anziani, le scarse risorse previdenziali, la sempre più scarsa coesione sociale, sono rischi che il settore assicurativo dovrebbe colmare nel futuro.

Modelli di servizio di settori diversi da quello assicurativo dettano le esigenze cui adeguarsi. Big data, intelligenza artificiale, innovazione tecnologica in tutti i settori obbligano ad un processo di adeguamento, che in molti casi è già avvenuto. In Italia – ad esempio – si registra la maggior diffusione dei box per le polizze auto.

Le Compagnie, insomma, passano da semplici assicuratori a veri e propri prestatori di servizi.

Anche lo scenario regolamentare è in continua evoluzione: Solvency II, entrata in vigore quest’anno, ha uniformato la solvibilità europea delle Compagnie e ha rafforzato la tutela degli assicurati. Ciò rappresenta un passaggio epocale, perché ora qualsiasi atto d’impresa deve essere valutato alla luce dei parametri di stabilità patrimoniale introdotti da tale normativa, che costituisce un complesso regolamentare unitario insieme a MIFID e IMD II.

Nel 2020 ci saranno ancora nuove regole, dunque le imprese operano in un contesto competitivo complesso.

Passando all’esame dei risultati 2015, il Presidente mette in evidenza i seguenti dati macroeconomici di settore, comparati al 2000:

 20002015
Premi6%9% PIL
Prestazioni6%9% PIL (circa 150 mld)
Riserve tecniche19%40%
Investimenti21%42% (circa 700 mld)

La raccolta del Ramo Vita rappresenta il  14% del risparmio degli italiani. Il settore assicurativo occupa circa 50.000 dipendenti, 300.000 collaboratori, 200.000 agenti. Complessivamente il comparto ha mantenuto un livello di occupazione stabile rispetto a quello precedente la crisi.

Nel settore Vita 2015 cresce il Ramo III (polizze di tipo linked), mentre nei primi mesi del 2016 è in calo, a causa dell’elevata volatilità dei mercati finanziari. Nel Danni è in calo la raccolta auto.

Per gli Agenti la situazione delineata costituisce una sfida, ma nello stesso tempo anche un’opportunità e in quest’ottica secondo Farina è importantissima la formazione degli intermediari.

Le opportunità da cogliere sono nel Welfare, dove secondo Farina occorre operare l’integrazione del sistema pubblico nella spesa sanitaria, nella Protezione dei beni (poco sviluppata rispetto al resto d’Europa) nella RC Auto e sopratutto nella relazione tra risparmio e finanziamento dell’economia reale, da ripensare nell’ottica della crescita degli investimenti cd. alternativi che possano consentire il recupero della redditività del risparmio assicurativo (penalizzato da tassi d’interesse bassi) e nello stesso tempo consentire il finanziamento di opere infrastrutturali o delle PMI che stentano ad accedere al canale di finanziamento bancario.

Su quest’ultimo punto si sono detti d’accordo i ministri Padoan e Calenda che hanno ribadito il concetto di assicurazioni come “ponte” tra investimenti degli italiani e sostegno all’economia reale tramite la possibilità di effettuare investimenti alternativi conferita recentemente alle Compagnie assicurative.

L’Assemblea si è dunque chiusa sulla base di una larga convergenza di intenti tra Assicurazioni, Governo ed Autorità di Vigilanza nell’interesse dello sviluppo del paese, della stabilità del sistema e della tutela degli interessi degli assicurati.