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Negoziazione assistita non esonera dalla mediazione obbligatoria

Nel caso di controversia rientrante tra quelle per le quali, ai sensi dell’art. 5, comma 1 bis, d.lgs. 28/2010, la mediazione costituisce condizione di procedibilità della domanda, se non è stato esperito il relativo procedimento, va assegnato alle parti il termine per la presentazione della corrispondente istanza anche se prima del giudizio una parte aveva inviato all’altra un invito, rimasto privo di riscontro, a stipulare la convenzione di negoziazione assistita.

Nella fattispecie veniva stipulato un contratto preliminare di affitto di ramo di azienda; detto preliminare, però, non veniva adempiuto per essersi il promittente venditore rifiutato di stipulare il contratto definitivo.

Il promissario acquirente, allora, richiedeva l’emissione di un decreto ingiuntivo relativo alla richiesta di pagamento del doppio della caparra confirmatoria corrisposta in sede di preliminare. Il Giudice provvedeva all’ingiunzione (per € 20.000).

L’ingiunto, il promittente venditore, proponeva allora opposizione.

Ciò posto, il Giudice osserva che detta controversia rientra tra quelle per le quali, ai sensi dell’art. 5, comma 1 bis, d.lgs. 28/2010, la mediazione costituisce condizione di procedibilità della domanda.

Non essendo stato esperito il relativo procedimento, va quindi assegnato alle parti il termine per la presentazione della corrispondente istanza.

La particolarità della fattispecie concerne il fatto che prima di depositare il ricorso monitorio il ricorrente aveva inviato alla controparte un invito a stipulare la convenzione di negoziazione assistita; invito che era rimasto privo di riscontro.

Si pone pertanto la questione se, trattandosi di controversia assoggettata a mediazione obbligatoria e non essendo stato esperito il relativo procedimento, va assegnato alle parti il termine per la presentazione della corrispondente istanza, pur essendo stata esperita, senza esito positivo, la procedura di negoziazione assistita.

Il Tribunale di Verona ha fornito risposta positiva.

Ciò, in particolare, in tema di c.d. negoziazione assistita obbligatoria, richiamando il disposto di cui all’art. 3, comma 5 primo periodo del d.l. 132/2014, convertito nella legge 162/2014, il quale dispone che “restano ferme le disposizioni che prevedono speciali procedimenti obbligatori di mediazione e conciliazione, comunque denominati”.

Alla luce di tale norma, osserva il Giudice, a prescindere dall’obbligatorietà della negoziazione assistita, in caso di controversia soggetta a mediazione obbligatoria ex lege, va esperita solo questa procedura.

Come detto, la controversia in questione rientra tra quelle per le quali, ai sensi dell’art. 5, comma 1 bis, d.lgs. 28/2010, la mediazione costituisce condizione di procedibilità della domanda.

Pertanto, pur essendo stata esperita una negoziazione assistita (facoltativa), le parti non sono esonerate dall’esperimento della mediazione.

Del resto, osserva il Giudice, una simile sequenza non appare in astratto inutilmente dilatoria, a differenza di quella inversa (negoziazione esperita dopo il fallimento della mediazione) poiché “consente il passaggio ad una procedura stragiudiziale che presenta un valore aggiunto rispetto alla prima, costituito dall’intervento di un terzo imparziale, che può favorire l’esito conciliativo”.